I libri per bambini e la fine di una storia

Ci sono dei bellissimi libri per bambini che, nell’intento di spiegare loro nel modo più semplice ed immediato il concetto di storia di un luogo, sviluppano e compongono la fisionomia di quel luogo su più pagine, disegnate e poste l’una sull’altra, a ricreare visivamente l’idea di stratificazione. Questi libri seguono così una linea temporale scandita per pagina, ognuna delle quali corrisponde a un periodo storico e riporta tutti gli elementi – case, teatri, alberi, strade e così via – che quella epoca ha lasciato. Sovrapponendo le pagine, che sono traslucide, pian piano il paesaggio prende forma (quello che in gergo adulto si chiama palinsesto), o alzandole dalla prima all’ultima, si va indietro del tempo. Dalla pecorella sui campi al Colosseo, dal Colosseo alla pecorella sui campi. Ecco: le grandi delusioni d’amore compromettono lo scorrere normale del tempo e mutilano la visione d’insieme del mondo. Almeno per come lo si vede personalmente. La realtà – con le sue sovrapposizioni, la sua storia che è anche la tua – è lì: ma percepisci che è stato tolto qualcosa di fondamentale, una pagina brutalmente divelta. Ma sottilmente, subdolamente eppure percettibilmente, come un trucco mal celato. Dunque se quello che rimane della realtà funzionasse proprio come uno di quei libri per bambini, sarebbe chiaro che qualcuno ha strappato la pagina della luce del mondo. No, non è esatto, la luce c’è, qualcuno ha tolto forse non tanto la luce, ma la percezione del suo calore.

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