Mississippi Burning

  • Why did he do it? I mean, he wasn’t even in on it. He wasn’t even Klan.
  • Mr. Bird, he was guilty. Anyone’s guilty who watches this happen and pretends it isn’t. No…he was guilty all right. Just as guilty as the fanatics who pulled the trigger. Maybe we all are.

 

Gli agenti irrompono nella casa di uno degli uomini coinvolti nell’omicidio dei tre attivisti per i diritti civili, e lo trovano impiccato; in tale circostanza, avviene il dialogo:

  • Perché lo ha fatto? Voglio dire, non era neanche coinvolto. Non era neanche del [Ku Klux] Klan.
  • Mr. Bird, era colpevole. Come tutti quelli che vedono accadere questo e fanno finta di niente. No…era colpevole eccome. Colpevole come gli esaltati che hanno premuto il grilletto. Forse lo siamo tutti.

Dal film ‘Mississippi Burning‘ (1988), di Alan Parker, con Gene Hackman e Willem Dafoe.

Down in Mississippi...

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Fonte dell’immagine: sconosciuta (web)

 

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‘Vivendo il presente come ostaggi del futuro’

‘Vivendo il presente come ostaggi del futuro’
Bari, 41° 7′ 31″ N, 16° 52′ 0″ E
06:31
 
Sinesio: Eppure non facciamo ciò che fa il poeta noi stessi
vivendo il presente come ostaggi del futuro,
richiamando il passato, mettendolo
al fuoco di una prova non sua, nell’impresa d’oggigiorno?
Com’è delicato e vulnerabile il boccio di verità di un’epoca.
Come un nonnulla altera il sapore di una vita…

‘Feriscimi in quella parte, ma con più amore’

‘Feriscimi in quella parte, ma con più amore’

Bari, 41° 7′ 31″ N, 16° 52′ 0″ E

19:08

 

IPAZIA: Oh sì…

UNA VOCE: Piangi?

Ipazia: Sì, piango. Tuttavia sono pronta.

Una voce: Allora guarda piangendo fuori di te.

Ipazia: Che cosa?

Una voce: Il mondo che tieni per nemico,

irriducibile alla sapienza,

ammasso di scorie velenose da gettar via.

Ipazia: Non l’ho guardato abbastanza? Non ne ho sofferto?

Una voce: Lo hai combattuto soltanto.

Ipazia: Non era giusto combatterlo?

Una voce: Giusto come la necessità. Ed eri stata chiamata a questo.

Ipazia: Dov’è il mio peccato?

Una voce: L’avverso, il negativo,

i ciechi, gli ignoranti, i barbari,

non solo, ma anche la loro opera:

tutto ciò che devi combattere

devi anche portare su di te,

accoglierlo nel tuo cuore e lì dentro vincerlo.

Perché io sono anche là.

Ipazia: Là dove non dovresti? M’è difficile, difficile comprendere.

Una voce: Io devo essere. Essere dovunque, t’ho detto.

Ipazia: Anche in ciò che ti nega e ti offende?

Anche in ciò che ostacola il tuo pieno risplendere?

Una voce: anche là.

Ipazia: che fare allora senza ferirti?

Una voce: feriscimi in quella parte, ma con più amore.

Ipazia: sei imperfetto, dunque, questo vuoi dirmi?

Una voce: sono infermo. Infermo nella mia fermezza.

Ipazia: e non sei il medico di te stesso?

Una voce: non posso esserlo senza la vostra opera.

Non posso essere quieto senza la vostra agitazione.

Ipazia: orribile…

Una voce: Concentrati ancora un poco. Guarda meglio.

Lo trovi ancora orribile?

Ipazia: Comprendo.

Una voce: Bene, allora preparati. La tua ora s’avvicina.

Ipazia: lasciami piangere ancora un poco poi verrò dove mi chiami.

Il libro di Ipazia, Mario Luzi

 

Barcelona: no tinc por. Le parole di Ada Colau per la manifestazione di oggi 26.8.2017

La sindaca di Barcellona, Ada Colau, così commenta la manifestazione indetta per oggi:

”Domani, quando ci prepariamo per andare alla manifestazione e riempire le strade di Barcellona al grido ‘Non abbiamo paura’, andiamo col pensiero rivolto alle vittime. Con la volontà di accompagnarle nel loro dolore, e che non si sentano sole.

Andiamo per condividere con gli altri il nostro dolore, la rabbia, l’impotenza, la paura. Per non sentirci soli e sole, per dimostrare che siamo tanti, tantissimi, a difendere la pace, la divesità e la convivenza. Unirci ci rende più forti e ci blinda contro l’odio che i fanatici vogliono inculcarci seminando terrore.

Andiamo alla manifestazione, anche, a rendere omaggio a tutte quelle persone che si sono comportate in modo esemplare durante e dopo l’attentato, e sentiamoci orgogliosi/e che in testa alla manifestazione rappresentino questa città coraggiosa e solidale che ha messo fuori il meglio di sé in momenti tanto difficili.

Andiamo, infine, ispirati/e da questa immagine che ieri ci ha emozionato e ci ha riempito di speranza dopo giorni tanto duri: i genitori che hanno perso il loro figlio di tre anni in questo crudele attentato, abbracciati all’imam della sua città. Un abbraccio che simboleggia la sconfitta di chi ci ha colpiti ma non ha raggiunto l’obiettivo.

Che l’amore, l’intelligenza e la forza di questo abbraccio siano sempre il nostro esempio e la nostra guida.”

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