Messi e Moulin Rouge

La prima volta che ho tentato di entrare in questo cinema, era per vedere la maratona Gremlins+Goonies, era settembre, faceva ancora caldo e pensavo che, mentre tutto il mondo doveva trovarsi alla Barceloneta, io ero l’unica nostaligica in città a volersi chiudere in un cinema. Sono arrivata lì mezz’ora prima e una fila chilometrica si attorcigliava attorno a tutto il quartiere come un boa di piume di struzzo.

Questa volta, quindi, mi sono mossa con largo anticipo. Troppo largo. Per ingannare l’attesa, ho cominciato a percorrere come pacman le strade circostanti dei palazzi agglomerati, ordinatamente, in quadratoni. Vai su, vai giù, trovi due ragazze col cane, ne trovi diversi altri di cani – ho beccato l’ora di punta di canepasseggiata – sbircio nei locali, mi accorgo che c’è la partita, giro un angolo e ritrovo le due ragazze col cane, mi decido quindi a entrare in qualche posto.

Mi ammicca l’idea di entrare in una superbettola, è da tempo che pregusto la scena: io che entro a disturbare arcani equilibri di avventori abituali, che prendo il menù bisunto e ordino come tutti gli altri, poi faccio la simpaticona e chiedo di pagare con la mia carta che millanta ricchezze che non ci sono…ma oggi non me la sono sentita di farlo da sola, non era il giorno.

We can be heroes just for one day

 Scelto il posto, di tenore medio ma abbastanza frequentato, entro e mi siedo in modo da avere la televisione con Real Sociedad – Barcelona propria di fronte a me. Le pareti che danno verso l’esterno sono a vetro, sedendomi non mi ero accorta della coppia di mezza età da cui ero separata solo da un sottile cristallo, mi sembra di aver invaso la loro intimità, ma ormai è fatta.

Il cameriere mi saluta. Mi apostrofa, ‘hola, guapa’ (‘ciao bella’). Mi porge il menù sempre condendo con ‘guapa’ ma quando viene a ritirare l’ordine mi promuove addirittura a ‘guapísima’. Lo trovo un po’ ingiustificato, se non altro, per una prospettiva personale per cui mi sono sentita molto più bella, guapísima, appunto, in periodi in cui ero più in pace col mondo; comunque, ordino una birra, una tortilla e la partita mi prende.

How wonderful life is while you’re in the world

 Un po’ perché le due squadre si tengono assolutamente testa. Bisogna però dire che la squadra basca è abbastanza scorretta e vedere Suarez col volto sofferente – vero o simulato che sia – non lascia indifferenti. Messi si è trovato davanti un arbitro stile Moreno. Protesta per un fallo non visto e l’arbitro ammonisce lui, il serafico Messi.

Ma soprattutto, ci sono stati dei cambiamenti. O delle restaurazioni. La fotografia generale è buona. Pare che non solo Neimar Jr abbia cessato la sua influenza nefasta su look della squadra, ma si presenta anche maturo. Bello, senza quei cozzalissimi tagli da topino.

Messi è tornato in sé, lasciandosi alle spalle un biondo platino discutibilissimo su di lui. Iniesta sta bene. I ragazzi stanno bene. Mi spiace, ma a metà partita sono dovuta correre via per il cinema, non prima di aver agganciato con la tracolla penzolante della mia borsa tutti e tre i sedili al bancone e liberandomene prontamente con un gesto da circo.

Why live life from dream to dream and dred the day

Dunque, la fila è colorata: teste bianche, rosa, rasate. Entro in sala, eccitatissima. Mi accoglie ‘Like a virgin’ interpretata da Mr. Zidler. Individuo il mio posto, in alto al centro. Il film è uno spettacolo pirotecnico e me lo devo gustare tutto. A un posto da me, siede un ragazzo, non è l’unico ragazzo solo in sala. Dopo un po’ lo salutano da sotto e lo invitano ma lui dice di non voler lasciare la posizione migliore.

Una fila sotto, un ragazzo e un ragazzo si baciano teneramente.

Quando vai al cinema a vedere un film vecchio ma non troppo, ti domandi che stavi facendo quando è uscito o quando l’hai visto per la prima volta.

Moulin Rouge è del 2001, non l’ho visto allora e non ricordo il perché – forse per il sospetto che nutrivo per i musical – ma poi ho comprato il dvd e l’ho visto almeno due volte. L’esperienza al cinema è stata esattamente quello che credevo, un’esperienza imperdibile che avevo perso e che ho avuto l’occasione di riprendermi.

Se rinascessi, vorrei rinascere nella Parigi dell’inizio XX secolo, o in una delle feste di Luhrmann.

Non puntualizzo su quanto la vita potesse essere dura a Parigi a inizio del ‘900 (a meno che non fossi ricc*, ma poi è dal basso che si sono inventati la Bohème) e neanche voglio lanciarmi in una critica sui lavori di Luhrmann (che comunque, se devo confessare, amo molto).

Mi sento piacevolemente stordita e va bene così.

veritàbellezzalibertàamore

La foto di Messi è presa da Lavanguardia, clicca qui; quella di Nicole trovata su internet; per conoscere questo splendido cinema, clicca qui

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