Odio gli indifferenti – Antonio Gramsci

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11 febbraio 1917

Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto…

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Ada Colau proclama il suo impegno e quello di Barcellona contro la violenza di genere

Ada Colau scrive il 13 luglio 2016:

”C’è qualcosa di sbagliato quando una bambina è costretta a nascondersi un registratore in un calzino affinché la società creda a quello che grida da due anni: che suo padre abusava di lei. C’è qualcosa di sbagliato quando una donna, in teoria protetta da un divieto di avvicinamento, viene pugnalata dal suo ex compagno nel centro di assistenza dove era obbligata a portare suo figlio affinché il maltrattatore lo vedesse. C’è qualcosa di sbagliato quando un giudice o una giudice obbliga i bambini e le bambine a convivere con gli uomini che hanno urlato, picchiato, umiliato e sopraffatto le loro madri (non posso immaginare terrore più grande di quello di questa infanzia non ascoltata, non rispettata)… e c’è qualcosa di enormemente sbagliato quando anche le donne che denunciano vengono assassinate. È la società che sbaglia. Sbaglia la comunità. Sbaglia il sistema giuridico. Sbagliano le politiche di prevenzione e le politiche di protezione.
Abbiamo un problema incistato e strutturale e si chiama MASCHILISMO.
Ma, allo stesso tempo, qualcosa sta cambiando quando un’intera città si riversa in strada per condannare le aggressioni maschiliste durante le feste. Quando le reti sociali ribollono di indignazione davanti a ogni nuovo caso in cui il sistema fallisce e vince il maschilismo. Quando ci sono adolescenti che osano spiegare pubblicamante la propria esperienza di violenza, quando sempre più donne si sentono forti, si organizzano e si aiutano. Direi anche che qualcosa sta cambiando quando una bambina si arma di coraggio e nasconde un registratore nelle calze, consapevole del suo diritto a essere creduta e protetta. Dal Comune di Barcellona ci metteremo tutta l’energia per spingere e accompagnare questo cambiamento dal basso, profondo, di coscienza, verso una comunità di donne coraggiose e forti e di uomini che ci amino e ci rispettino come tali, coraggiose e forti. Lavoreremo per identificare la violenza, per segnalarla, isolarla e perché sia condannata da tutti e da tutte. Perché non ce ne sia neanche una in più spaventata, sola, umiliata, che le si urli contro, ferita, obbligata, abusata…perché non ce ne sia neanche una in meno per colpa del maschilismo.”

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