Parliamo del problema del traffico di esseri umani e proponiamo altre prospettive sulla prostituzione

N.11

R. Cendón

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‘Quando parliamo di traffico di esseri umani, non parliamo di affari esteri o di frontiere, parliamo di inganni, abusi, coazioni, sfruttamento…di esseri umani che da essere soggetti sono diventati oggetti che generano benefici a terzi’

Riferimento: protocollo di Palermo

Tratta e traffico sono due realtà molto distinte.

La tratta include AZIONI, METODI e FINALITÀ

Rapimento, inganno e trasporto di persona: non è solo che alcune donne non sapevano che sarebbero venuti a prostituirsi – alcune lo sapevano (per guadagnare e poi tornare a casa) ma non si aspettavano di vivere in condizioni da segregate. Inoltre, il tempo è il problema chiave: una volta superati i termini legali di permanenza in uno Stato, allora cominciano i guai per queste persone. A molte sottraggono i passaporti.

Le minacce non si limitano alla violenza fisica, ma in tutte le sue espressioni.

Le vittime generano benefici a terzi, ovvero si produce una cosificazione della persone intese come persone che si possono comprare e vendere (venduti anche più volte). Cosificazione intesa come uso da parte di chi le sfrutta per un tornaconto economico.

Tratta di essere umani VS traffico illegale di migranti.

La tratta di esseri umani è un delitto contro la persona; il traffico di migranti è un delitto contro lo Stato con l’introduzione illegale di persone nel territorio statale.

A volte i due delitti vanno insieme a volte no.

La legge spagnola pone la questione in ternimi di affari esteri, invisibilizzando la complessità della situazione.

Ordine pubblico: inquadrare così il problema significa rafforzare gli stereotipi contro le prostitute, far ricare le sansioni su di loro, etc…

Tutto il mondo dice che mette al centro la vittima ma la questiono è molto complessa.

Le donne che subiscono prostituzione forzata, non solo hanno subito violazione dei diritti sessuali e riproduttivi, ma: trattamento crudele e inumano, nessun accesso al diritto alla salute o al diritto alla casa, e non ricevano i benefici economici dato che i soldi li prendono i mediatori. Per non parlare di tutto quello che hanno vissuto prima (per esempio, attraversare il deserto). Non possono muoversii, neanche per andare al dottore. Violazione di diritti lavorativi. Violazione di un ventaglio ampio di diritti umani.

Responsabilità statale: fallimento meccanismi di prevenzione (si concentra sulla persecuzione del delitto non sulla prevenzione); lotta al crimine organizzato; lotta all’immigrazione illegale; complimento delle direttive internazionali.

N.11**

M. Neira

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‘Nella prostituzione di vuol vedere il sordido, le vittime più che le le sopravvissute, che devono nascondersi per non essere discriminate dalla società’.

(M. Neira è una sex worker e grande attivista contro la tratta di esseri umani)

Tutti gli esseri umani nascono dotati di ragione e le prostitute non sono da meno.

Alegale: la prostituzione in Spagna è legale ma non è riconosciuo come lavoro quindi non c’è un marco legislativo che ti dia diritti. È un limbo.

Anche se la maggior parte del lavoro di prostituzione è fatto da donne, ci sono anche moltissimi uomini e trans nelle stesse condizione di vulnerabilità.

In Spagna tramite le ordinanze del comune, multano le donne che adescano per la strada i potenziali clienti.

La ley mordaza è la legge ombrello che implica già delitti penali. Oltre le sanzioni economiche (tramite ordinanze) si può configurare il reato come crimine. La ley mordaza riguarda lo spazio pubblico.

Con l’espressione ‘riscatto di vittime’ non si capisce cosa succede: sono espulse le donne? Come stavano e come staranno? A volte si dà più priorità al fatto che siano immigranti illegali che vittime di tratta.

Spesso si accusano le vittime di tratta e di delitti penali e vengono punite due volte. E poi espulse…

Ci sono leggi contro il trasvestimo, non in Spagna ma altrove sì.

Le persone che esercitano la prostituzione sono spesso denunciate se contestano l’arresto.

Molte donne che esercitano nel Raval (quartiere centrale di Barcellona, ndb) sono state multate quando andavano a comprare il pane o a prendere i figli da scuola – perché le forze dell’ordine le conoscono e cercano di intercettarle in tutti i modi.

Le leggi legittimano la polizia a farsi carico dell’attuazione delle leggi per la salute e l’ordine pubblico.

Col fatto che la prostituzione non è riconosciuta come lavoro significa che la persona non ha diritti civili non venendo riconosciuta come lavoratrice.

Anche in Paesi dove la prostituzione è riconosciuta (Germania, Olanda) le persone extraeuropee non possono esercitare lì la prostituzione. Allora ci entrano tramite la mafia e spesso finiscono nelle mani della tratta di esseri umani.

In Spagna moralmente le prostitute non sono viste di buon occhio ma questo in altri Paesi si traduce anche in illegalità.

Una estensione eccessiva del concetto di sfruttamento può diventare oppressiva per le donne che lavorano con la prostituzione.

N.11***

E. Trejo

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‘Tutte le versioni e discorsi che vittimizzano o vogliono salvare le donne migranti dell’industria del sesso in Spagna non sono che prospettive di un forte carattere moralizzatore e colonialista’.

Il lavoro sessuale è un lavoro di classe.

Il lavoro non salariato delle donne a casa è il pilastro su cui si fonda la produzione sociale.

La famiglia patriarcale si base sul modello famigliare nucleare: uomo lavoratore remunerdao, donna che offre servizi non remunerati (crescere i figli, pulire e sesso non pagato) – riproducendo la morale. La puttana rompe tutto questo.

I lavori femminizzati sono malpagati.

Quindi, dato che la donna in teoria può esprimere la sua sessualità solo in privato, la donna che esercita per strada invade lo spazio dell’uomo e quindi viene sanzionata.

In casa si riproduce lo sfruttamento della povertà; come il capitalismo è fiorito sulla povertà altrui (per es. le colonie), così la famiglia si basa sulla povertà della donna.

Esercizio di sovversione di classse è quello che spaventa di più la borghesia.

Il proibizionismo viene soprattutto dalla classse borgherse privilegiata.

Femminismo grigio, oscurante e puritano attuato da una parte delle femministe che rifiutavano tutto ciò che loro (bianche, borghesi, etero, sposate e ‘non puttana’) non erano.

Nota della blogger: Erika inizia il suo intervento leggendo ‘Nosotras no – lettera aperta al proibizionismo‘, che era appena stato emesso dal collettivo.

Qui lo statuto del collettivo italiano. 

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