Rifiuti: ma quanti ne produciamo?

“Lo que es bueno para la basura, es bueno para la poesía” (De Barros)

“Produzione di rifiuti”, l’espressione è già di per sé quasi ossimorica: nel momento in cui produciamo, portiamo con noi la parte di scarto. Noi umani dovremmo preoccuparci di questo, giacché quasi tutta la nostra produzione non è ecologica, non rientrando nel grande ciclo della trasformazione naturale. Tutto si crea, e tutto va distrutto, poi.

La mia idea è dare testimonianza visiva di quanti rifiuti domestici produciamo attraverso la quotidianità di due volontari, che da oggi, per una settimana, pubblicheranno a fine giornata una foto dei rifiuti prodotti durante le precedenti 24 ore.
È il mio modo di dare in questo blog – letteralmente – visibilità alla problematica della sovrapproduzione di rifiuti.

Dovrei dare delle premesse metodologiche più approfondite, se si trattasse di un esperimento scientifico, circa l’identikit delle persone prese a campione. Fotografare rifiuti non passa un messaggio completo: è necessario sapere quante persone li hanno prodotti, ma anche chi sono. Sono stati scelti perché mi hanno sopreso per la comprovata e ridottissima produzione di indifferenziata. E, tuttavia….ma arriviamo a lunedì prossimo ; )
“Chi siamo” influenza la produzione di rifiuti da un punto di vista quantitavo e qualitativo. Per esempio, i rifiuti sono direttamente proporzionali al benessere, di norma; ma è anche vero che la sensibilità verso l’argomento e la gestione operativa dei prodotti domestici dipende dal grado di istruzione e di informazione che nulla ha a che fare col proprio guadagno.
Oppure, è una questione di abitudini su cui però ho delle domande, più che delle considerazioni: per fare un esempio, i vegetariani e gli onnivori producono gli stessi rifiuti? Lascio ai professionisti queste riflessioni, qui porto solo una testimonianza diretta.

Per motivi di privacy, mi limiterò qui solo a dare qualche indicazione.
I rifiuti ritratti sono di due persone a “pieno regime di quotidianità”, o per peggio dire, di consumo. I sette giorni presi in esame non contemplano festività o ricorrenze particolari (quello che si produce a Natale non è lo stesso di altri periodi dell’anno non festivi, naturalmente).
Sono due persone super attente alla raccolta differenziata e alle modalità alternative di smaltimento di rifiuti o materiale generico di scarto (es. riciclaggio creativo, partecipazione a gruppi di scambio di oggetti di seconda mano).
Oltre a ciò, queste due persone hanno delle particolari abitudini, preferendo, ad esempio, le riviste online (abbonamenti compresi) al cartaceo, abitudine che spiega la produzione minima di rifiuti cartacei.
Negli anni, si sono impegnate con ogni metodo possibile per ridurre la produzione di rifiuti. Domanda: ma la produzione di rifiuti in quale misura è proporzionale agli acquisti?
Naturalmente, questa iniziativa è una provocazione….provate voi a tenere in un angolo della vostra casa, per una settimana, i vostri rifiuti…..rimarreste a bocca aperta.

LUNEDÌ MATTINA ore 8,00
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1. LUNEDÌ SERA, ore 22.00
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Sulla sinistra una bottiglia di plastica; al centro, busta biodegradabile con scarti di cucina del giorno; la busta in verticale contiene l’indifferenziata (la busta è stata scelta di queste dimensioni in base alla consueta, limitata produzione di questo tipo di immondizia); sulla destra, carta (volantini).

2. MARTEDÌ ore 22.30
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3. MERCOLEDÌ
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4. GIOVEDÌ
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5. VENERDÌ
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6. SABATO
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7. DOMENICA
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LUNEDÌ, l’esperimento è finito. I rifiuti accumulati sono stati conferiti, questa mattina, nella campana del vetro, della plastica, della carta e dell’organico. A sera, la quantità di indifferenziata che verrà buttata è pari a una busta che viene distribuita nelle vinerie e dunque tanto grande da metterci dentro una bottiglia da 75 cl; in aggiunta, un bicchiere rotto e i contenitori alimentari di plastica che purtroppo non risultano riciclabili (non portano il simbolo):
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Credo di poter dire che è una piccola quantità di indifferenziata, che tuttavia mi fa pensare. Anche una piccola quantità come questa (prodotta da due persone), moltiplicata in proporzione per tutti gli abitanti della terra…
Se provaste a conservare la vostra spazzatura per una settimana vi verrebbero i brividi.

Siamo quello che buttiamo: se vogliamo fare la differenza, facciamo la differenziata…Almeno.

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